Tributo a William Clarke

William Clarke - Blowin' Like HellIn occasione dell’anniversario della sua nascita (29 marzo 1951), vorrei ricordare il grande armonicista e cantante William Clarke, a mio avviso mai considerato abbastanza, quanto meriterebbe.
La vita da musicista professionista di Clarke fu abbastanza breve quanto intensa! Nato e cresciuto in California, ha lavorato come macchinista fino a quasi 40 anni prima di diventare un gigante del blues, per poi morire nel 1996 a soli 45 anni.
Il suo inconfondibile stile musicale, ……….continua

Leggi tutto Cliccando sul titolo!!


……….. identificabile come West Coast Blues intriso di tradizionali sonorità del Chicago Blues, è molto energico e “di cuore”. In particolare il suo stile all’armonica, soprattutto con la cromatica, è davvero sorprendente, tanto che (giusto per fare una citazione) il Chicago Sun Times lo definì l’armonicista più dinamico del circuito.
024.jpgClarke si innamorò del blues da ragazzino (mentre i suoi amici “surfavano” sulla costa californiana) e cominciò a stringere numerose amicizie con grandi nomi del Blues americano, fino ad incontrare il suo grande idolo George “Harmonica” Smith (armonicista di Muddy Waters per qualche anno) che divenne suo maestro e con cui collaborò in registrazioni ed altro dal ‘77 fino alla morte di Smith nell’83. In quegli anni, e fino al ‘90, registrò 6 album autoprodotti e fu ospite in una dozzina di album di grandi della West Coast, fino a che l’allora produttore della Alligator Records lo ascoltò e ne rimase fortemente colpito tanto da dichiarare: “Non riesco a credere che un così meraviglioso armoncista e terrificante cantante scrittore ed arrangiatore sia rimasto all’oscuro per così tanto tempo!”. L’album di debutto Blowin’ like Hell del ‘90 è eccezionale e gli valse la vincita di un Blues Music Award; seguirono poi Serious Intentions, Groove Time, The hard way.
L’ultimo disco, uscito poco prima della sua morte, gli valse tre awards: album, canzone (Fishing Blues) ed armonicista dell’anno. The hard way è infatti il suo lavoro più ambizioso, ai confini del jazz, ma che ci ha portato via uno che avrebbe avuto molto ancora da esprimere.

Evviva William Clarke!

Giordano


Tributo a William Clarke

William Clarke - Blowin' Like HellIn occasione dell’anniversario della sua nascita (29 marzo 1951), vorrei ricordare il grande armonicista e cantante William Clarke, a mio avviso mai considerato abbastanza, quanto meriterebbe.
La vita da musicista professionista di Clarke fu abbastanza breve quanto intensa! Nato e cresciuto in California, ha lavorato come macchinista fino a quasi 40 anni prima di diventare un gigante del blues, per poi morire nel 1996 a soli 45 anni.
Il suo inconfondibile stile musicale, ……….continua

Leggi tutto Cliccando sul titolo!!


……….. identificabile come West Coast Blues intriso di tradizionali sonorità del Chicago Blues, è molto energico e “di cuore”. In particolare il suo stile all’armonica, soprattutto con la cromatica, è davvero sorprendente, tanto che (giusto per fare una citazione) il Chicago Sun Times lo definì l’armonicista più dinamico del circuito.
024.jpgClarke si innamorò del blues da ragazzino (mentre i suoi amici “surfavano” sulla costa californiana) e cominciò a stringere numerose amicizie con grandi nomi del Blues americano, fino ad incontrare il suo grande idolo George “Harmonica” Smith (armonicista di Muddy Waters per qualche anno) che divenne suo maestro e con cui collaborò in registrazioni ed altro dal ‘77 fino alla morte di Smith nell’83. In quegli anni, e fino al ‘90, registrò 6 album autoprodotti e fu ospite in una dozzina di album di grandi della West Coast, fino a che l’allora produttore della Alligator Records lo ascoltò e ne rimase fortemente colpito tanto da dichiarare: “Non riesco a credere che un così meraviglioso armoncista e terrificante cantante scrittore ed arrangiatore sia rimasto all’oscuro per così tanto tempo!”. L’album di debutto Blowin’ like Hell del ‘90 è eccezionale e gli valse la vincita di un Blues Music Award; seguirono poi Serious Intentions, Groove Time, The hard way.
L’ultimo disco, uscito poco prima della sua morte, gli valse tre awards: album, canzone (Fishing Blues) ed armonicista dell’anno. The hard way è infatti il suo lavoro più ambizioso, ai confini del jazz, ma che ci ha portato via uno che avrebbe avuto molto ancora da esprimere.

Evviva William Clarke!

Giordano


3 Responses to “Tributo a William Clarke”

  1. 1 Francesco

    Vorrei ringraziare giordano per aver ricordato a tutti un vero gigante del Blues, non solo un virtuoso dell’armonica ma anche un grandissimo compositore e musicista.

    La sua musica è stata per me davvero una grande scoperta e ringrazio ancora il mio amico Carlo De Signoribus, anch’egli grande armonicista, per avermi fatto conoscere un così grande artista.

    Se qualcuno non lo avesse mai ascoltato prima consiglio vivamente di provvedere quanto prima!!

    Un grosso saluto a tutti gli amici del Blues

    Francesco

  2. 2 Vasco Saggion

    E’ un grande!!!!
    Sono armonicista da 35 anni.
    Ho avuto di suonare con Alexis Korner, di fare da spalla a B.B.King, ho ascoltato oggi William, pensavo che la risposta bianca fosse Kim Wilson, anche se ho amato ed imparato da Blind Owl Alan Wilson.
    Mi dispiace che non ci sia più. Aveva molto da dire.
    Un pensiero affettuoso anche al gigantesco Gerge Harmonica Smith - sentite Arkansas Trap!
    ciao
    blues è tutto
    vasco

  3. 3 andrea

    Mai sentito William Clarke in vita mia,pero’ lo cerchero’,io ne ho sentiti molti di armonicisti ma c’e’ ne e’ uno che ha
    cambiato lo strumento,il mississippi saxophone come diceva big bear dei canned heat,e cioe’ Charlie Musselwhite,anche blind owl non scherzava,sentite hallelujah,non serve altro,
    e poi Junior Wells,altro gigante,ah… io lo ho visto veramente
    Alan Wilson,a Milano nel settanta,in un unica data in un teatro,passato in sordina,suonava molto bene anche la slide,
    Duster Bennet in Inghilterra,cavalcava molto bene lo stile rurale,pero’era bravo e versatile,su John Hammond c’e'da dire che in un intervista fatta non molto tempo fa’diceva di avere in programma di fare un disco di covers dove voleva suonare solo l’armonica accompagnato dai soliti.
    salve… Andrea

Leave a Reply



Hits for this post:620