Ciao a tutti lettori di bluesjams, e’ con grande piacere che vi presento un resoconto delle ultime tre giornate di Abruzzo nel blues 2006.
L’articolo e’ dell’amico Francesco, il quale, come ormai di consuetudine, e’ stato presente a tutte le serate del festival.

continua…

ABRUZZO NEL BLUES (CAMPLI 28-29-30 LUGLIO 2006)
Ebbene si, è inutile negarlo: i musicisti e gli appassionati del genere attendevano con ansia Campli nel Blues 2006 (quest’anno tappa conclusiva di “Abruzzo nel Blues”, dopo Pescara e Lanciano). L’esperienza della scorsa edizione è ancora viva nella mente e nei cuori di tutti coloro che hanno avuto la fortuna di assistervi: dopo anni passati a consumare i cd dei vari Junior Watson, Gary Primich, Bob Stroger, Big Jack Johnson , Sax Gordon, ecco che ad un tratto ti ritrovavi a conversare con loro come accade tra vecchi amici e tra una birra ed una risata ti rendevi conto che non stavi sognando ma che era tutto vero!! In fondo, è proprio questo il bello del Blues: che non è soltanto un genere musicale, ma uno stile di vita, un sentimento intimo e profondo che diviene universale ed è capace di superare agevolmente ogni barriera. E’ ovvio che, con simili premesse, l’aspettativa per Campli nel Blues 2006 era altissima e puntualmente, almeno per la stragrande maggioranza del pubblico presente, essa è stata soddisfatta in pieno. Quello che segue è il racconto della manifestazione così come è stata vissuta dal sottoscritto.

VENERDI’ 28 LUGLIO

Arrivo a Campli intorno alle ore 19.30. Mentre percorro a piedi il breve tratto che separa il parcheggio dalla piazza, il mio udito è colpito da alcuni fraseggi micidiali di organo hammond per cui accelero il passo…Arrivato in piazza noto con piacere che sul palco c’è Enrico Crivellaro che sta concludendo il soundcheck insieme alla sua band. In particolare mi colpisce il suo trombettista, davvero straordinario. Più tardi verrò a sapere da Riccardo (il fratello di Enrico) che si tratta di Scott Steen, il trombettista dei Royal Crown Revue!! Bene, penso, molto bene!!! Iniziamo alla grande!! Approfitto per andare a mangiare qualcosa e sulla strada incontro il mio amico Mauro “ Gion” Celi che mi presenta un armonicista svizzero, Chris Harper e un ragazzo americano, Steve Greer, il quale mi dice di avere a casa un archivio di video relativi al blues pari a quello della leggendaria “Library of Congress”!! Bella gente eh? Torno in piazza e dopo alcuni minuti inizia la manifestazione. L’apertura è affidata al Papaleg Acoustic Duo, composto dall’amico Marco “Cotone” Tinari (chit. acustica) e da Pierluigi “Piggi” Petricca (dobro, chit. acustica e voce). Il loro repertorio è incentrato sui classici del Delta/Country Blues e sono davvero bravi!! Peccato che la piazza sia ancora semivuota per cui gli applausi, meritatissimi, sono purtroppo pochi . Se posso permettermi vi consiglio di procurarvi il loro cd: è registrato benissimo, comprende un’ottima scelta di brani e, a mio modesto parere, non ha nulla da invidiare ai corrispondenti prodotti di oltreoceano.Un rapido cambio di strumentazione e dopo qualche minuto arriva la Enrico Crivellaro Band. Enrico è in splendida forma, cosi come i suoi musicisti. Il set è composto da brani interamente strumentali, in una sapiente miscela di blues, funky, swing e jazz. In modo particolare mi colpisce la riproposizione di “ Blues after hours” di Pee Wee Crayton , brano interpretato da Enrico con grande feeling e maestria. Lo stesso viene molto apprezzato anche da un tizio in prima fila, vestito con una curiosa salopette di jeans che mi ricorda lo zio Jesse di Hazzard. Ad un certo punto il signore si volta verso di me ed io rimango come impietrito: oddio ma è proprio lui, si si …è il grandissimo Chris Cain, che qualche minuto dopo sale sul palco. La piazza, nel frattempo, si è riempita e tutti gli occhi sono per quel buffo signore con la salopette e la faccia a metà tra Aristotele Onassis e Jerry Lewis. Ma cosa combinerà mai?? Qualche ritocco agli strumenti e si parte!! Signori…cosa dire? Lo shock è totale!!! Chris sconvolge davvero tutti con la sua 335, sparando frasi al fulmicotone che ricomprendono tutta la storia della chitarra blues: in lui puoi risentire contemporaneamente Albert, B.B. e Freddie King, Muddy Waters, Stevie Ray Vaughan e Larry Carlton; il tutto rielaborato in uno stile personalissimo e con una tale naturalezza di esecuzione che la chitarra non è più uno strumento ma un’appendice del musicista stesso. Non parliamo poi della voce: se chiudi gli occhi sembra di ascoltare il B.B. King dei tempi d’oro!! La performance del chitarrista è inoltre supportata egregiamente dall’ottima sezione ritmica che riesce a creare un groove eccezionale. Insomma un vero delirio di musica ed emozioni che raggiunge l’apice quando sul palco sale anche Enrico Crivellaro ed i due grandi si esibiscono in uno slow da paura!! Dopo un tale spettacolo ho bisogno di riprendermi un attimo ed allora mi reco al bar a bere qualcosa . Indovinate chi incontro? Il mitico Chris che è lì, attorniato dalla folla festante. Mi avvicino e riesco persino ad offrirgli da bere ed a scambiare qualche battuta con lui. Dulcis in fundo, il nostro si rivela anche una persona straordinaria dal punto di vista umano, con un cuore grande così!!. Non si nega a nessuno, ma concede a tutti una foto, un sorriso, una battuta, un abbraccio. La sua disponibilità e la sua simpatia contagiano tutti e, dopo averlo incontrato, siamo tutti più felici. Che persona… e che serata ragazzi!!!

chris 02 Enrico_01_L papa leg a campli enrico 02 Chris_Ronnie chris 03

SABATO 29 LUGLIO Si inizia con l’esibizione fuori programma di Paolo, sicuramente il più giovane bluesman della zona, che a soli 9 anni interpreta in completa solitudine con chitarra e voce la famosissima “Cold shot” del compianto Stevie Ray Vaughan. Scrosciano applausi per il giovane talento che lascia il palco al Papaleg acoustic duo. E per la seconda volta i due musicisti regalano al pubblico presente un’ottima interpretazione di country blues (a mio parere ancora migliore di quella della serata precedente).

A questo punto la programmazione prevede l’esibizione di Egidio Ingala, uno dei migliori armonicisti della scena blues europea. Purtroppo, però, un imprevisto impedisce ad Egidio di essere presente a Campli ed a sostituirlo arrivano i Family Style, la famosa band milanese, attiva in tutta Europa, capitanata dai fratelli Franco e Marco Limido. Il quartetto propone un set energico e coinvolgente, composto per la maggior parte da brani originali. Il loro è un blues moderno, ma al tempo stesso rispettoso della tradizione e nel gruppo si fa subito notare, in un ruolo piuttosto inconsueto per una ragazza, la batterista Stefania Avenali col suo drumming preciso ed efficace. A seguire, l’esibizione più attesa della serata, quella di Ronnie Baker Brooks. Valido chitarrista appartenente alla nuova generazione del Chicago Blues, figlio del leggendario Lonnie Brooks, Ronnie si presenta con una energica band di giovani musicisti nella quale spiccano l’eclettico tastierista ed il coreografico bassista di colore, il quale imbraccia curiosamente il basso a mò di fucile e spara note a volontà sul pubblico divertito. Personalmente devo dire che avrei preferito ascoltare il padre in quanto lo show di Ronnie è basato su un “power blues” più vicino a certe sonorità rock e funky che, peraltro, la piazza sembra gradire moltissimo. In ogni caso, il giovane chitarrista dimostra di avere imparato alla perfezione la lezione dei grandi maestri in quanto propone anche alcuni brani molto validi nello stile più tradizionale della “windy city”. Ad un certo punto parte uno slow micidiale e Ronnie invita sul palco Chris Cain che si sta godendo lo spettacolo tra il pubblico. Ronnie cede la chitarra a Chris, e tutti vengono zittiti da una serie di assoli da manuale che fanno letteralmente alzare la pelle. Alla fine del brano è il tripudio generale e mentre Ronnie si riprende la chitarra il grande Chris lo ringrazia con un inchino ed un baciamano!! Incredibile, fantastico, stupendo!! L’entusiasmo è alle stelle ed il concerto prosegue. Peccato che dopo appena qualche minuto la pioggia fa calare il sipario su un’altra serata memorabile. Gli organizzatori si affrettano a togliere le sedie dalla piazza e, indovinate chi c’è a dar loro man forte? Incredibile ma vero…Chris Cain in persona!! Non aggiungo altro!Ronnie Chris 02 Ronnie Backer Family Stile

DOMENICA 30 LUGLIO

Gran finale per l’edizione 2006 di Abruzzo nel Blues. Si parte subito alla grande con Dario Lombardo e la sua band (bravissimo l’ armonicista Andrea Scagliarini) che dopo qualche brano di apertura introduce sul palco Phil Guy, fratello del più noto Buddy. L’atmosfera si accende subito grazie ad un sound tradizionalmente “Chicago style” ed è un piacere ascoltare la calda voce e la chitarra essenziale di Phil interpretare alcuni classici immortali, riportando in auge i capolavori di Buddy Guy e Muddy Waters. La serata prosegue con Billy Branch & The Sons of Blues. Il grande armonicista di Chicago, supportato dai suoi collaudati musicisti, propone un set vivace e trascinante fatto di classici e brani originali, mettendo in evidenza il suo virtuosismo strumentale. Non manca un accenno a qualche brano più “commerciale” e sul riff di armonica di “Miss You” dei Rolling Stones la piazza esplode in un boato. Il tempo scorre via veloce e presto si arriva al momento più atteso della serata: la jam session finale di tutti gli artisti che, purtroppo, segna anche la fine della manifestazione. Torna tra l’acclamazione generale Chris Cain che, unitamente alla sua sezione ritmica, entusiasma di nuovo il pubblico con alcuni brani tra cui il tiratissimo shuffle “Drinking Straight Tequila”. Quindi si alternano sul palco tutti i musicisti della serata, che raggiunge così il suo apice. Billy Branch diventa il direttore dell’ improvvisata super band che, un pezzo dopo l’altro non si risparmia di certo e lo spettacolo è davvero indescrivibile. Si arriva così all’ultimo brano della jam: una versione di circa mezz’ora di “Sex Machine” alla quale partecipa anche Luca Giordano, il giovane direttore artistico dell’evento che ringraziamo di cuore, unitamente a tutta l’organizzazione, per averci regalato anche quest’anno un festival indimenticabile. Bravi ragazzi, continuate così!! Alla fine arriva la ciliegina sulla torta. La manifestazione si conclude con un’altra sorpresa: Chris Cain si siede al piano e suona e canta un dolcissimo brano dalle venature soul che fa venire i brividi a tutti i presenti. Miglior finale non poteva esserci! Cosa dire? Un anno passa in fretta e siamo già tutti ansiosi di sapere chi parteciperà alla prossima edizione. Allora buon Blues a tutti ed arrivederci al 2007!!

Francesco.

Ariyo Dario e Phil 02 Dario e Phil Billy Jam a Campli


Ciao a tutti lettori di bluesjams, e’ con grande piacere che vi presento un resoconto delle ultime tre giornate di Abruzzo nel blues 2006.
L’articolo e’ dell’amico Francesco, il quale, come ormai di consuetudine, e’ stato presente a tutte le serate del festival.

continua…

ABRUZZO NEL BLUES (CAMPLI 28-29-30 LUGLIO 2006)
Ebbene si, è inutile negarlo: i musicisti e gli appassionati del genere attendevano con ansia Campli nel Blues 2006 (quest’anno tappa conclusiva di “Abruzzo nel Blues”, dopo Pescara e Lanciano). L’esperienza della scorsa edizione è ancora viva nella mente e nei cuori di tutti coloro che hanno avuto la fortuna di assistervi: dopo anni passati a consumare i cd dei vari Junior Watson, Gary Primich, Bob Stroger, Big Jack Johnson , Sax Gordon, ecco che ad un tratto ti ritrovavi a conversare con loro come accade tra vecchi amici e tra una birra ed una risata ti rendevi conto che non stavi sognando ma che era tutto vero!! In fondo, è proprio questo il bello del Blues: che non è soltanto un genere musicale, ma uno stile di vita, un sentimento intimo e profondo che diviene universale ed è capace di superare agevolmente ogni barriera. E’ ovvio che, con simili premesse, l’aspettativa per Campli nel Blues 2006 era altissima e puntualmente, almeno per la stragrande maggioranza del pubblico presente, essa è stata soddisfatta in pieno. Quello che segue è il racconto della manifestazione così come è stata vissuta dal sottoscritto.

VENERDI’ 28 LUGLIO

Arrivo a Campli intorno alle ore 19.30. Mentre percorro a piedi il breve tratto che separa il parcheggio dalla piazza, il mio udito è colpito da alcuni fraseggi micidiali di organo hammond per cui accelero il passo…Arrivato in piazza noto con piacere che sul palco c’è Enrico Crivellaro che sta concludendo il soundcheck insieme alla sua band. In particolare mi colpisce il suo trombettista, davvero straordinario. Più tardi verrò a sapere da Riccardo (il fratello di Enrico) che si tratta di Scott Steen, il trombettista dei Royal Crown Revue!! Bene, penso, molto bene!!! Iniziamo alla grande!! Approfitto per andare a mangiare qualcosa e sulla strada incontro il mio amico Mauro “ Gion” Celi che mi presenta un armonicista svizzero, Chris Harper e un ragazzo americano, Steve Greer, il quale mi dice di avere a casa un archivio di video relativi al blues pari a quello della leggendaria “Library of Congress”!! Bella gente eh? Torno in piazza e dopo alcuni minuti inizia la manifestazione. L’apertura è affidata al Papaleg Acoustic Duo, composto dall’amico Marco “Cotone” Tinari (chit. acustica) e da Pierluigi “Piggi” Petricca (dobro, chit. acustica e voce). Il loro repertorio è incentrato sui classici del Delta/Country Blues e sono davvero bravi!! Peccato che la piazza sia ancora semivuota per cui gli applausi, meritatissimi, sono purtroppo pochi . Se posso permettermi vi consiglio di procurarvi il loro cd: è registrato benissimo, comprende un’ottima scelta di brani e, a mio modesto parere, non ha nulla da invidiare ai corrispondenti prodotti di oltreoceano.Un rapido cambio di strumentazione e dopo qualche minuto arriva la Enrico Crivellaro Band. Enrico è in splendida forma, cosi come i suoi musicisti. Il set è composto da brani interamente strumentali, in una sapiente miscela di blues, funky, swing e jazz. In modo particolare mi colpisce la riproposizione di “ Blues after hours” di Pee Wee Crayton , brano interpretato da Enrico con grande feeling e maestria. Lo stesso viene molto apprezzato anche da un tizio in prima fila, vestito con una curiosa salopette di jeans che mi ricorda lo zio Jesse di Hazzard. Ad un certo punto il signore si volta verso di me ed io rimango come impietrito: oddio ma è proprio lui, si si …è il grandissimo Chris Cain, che qualche minuto dopo sale sul palco. La piazza, nel frattempo, si è riempita e tutti gli occhi sono per quel buffo signore con la salopette e la faccia a metà tra Aristotele Onassis e Jerry Lewis. Ma cosa combinerà mai?? Qualche ritocco agli strumenti e si parte!! Signori…cosa dire? Lo shock è totale!!! Chris sconvolge davvero tutti con la sua 335, sparando frasi al fulmicotone che ricomprendono tutta la storia della chitarra blues: in lui puoi risentire contemporaneamente Albert, B.B. e Freddie King, Muddy Waters, Stevie Ray Vaughan e Larry Carlton; il tutto rielaborato in uno stile personalissimo e con una tale naturalezza di esecuzione che la chitarra non è più uno strumento ma un’appendice del musicista stesso. Non parliamo poi della voce: se chiudi gli occhi sembra di ascoltare il B.B. King dei tempi d’oro!! La performance del chitarrista è inoltre supportata egregiamente dall’ottima sezione ritmica che riesce a creare un groove eccezionale. Insomma un vero delirio di musica ed emozioni che raggiunge l’apice quando sul palco sale anche Enrico Crivellaro ed i due grandi si esibiscono in uno slow da paura!! Dopo un tale spettacolo ho bisogno di riprendermi un attimo ed allora mi reco al bar a bere qualcosa . Indovinate chi incontro? Il mitico Chris che è lì, attorniato dalla folla festante. Mi avvicino e riesco persino ad offrirgli da bere ed a scambiare qualche battuta con lui. Dulcis in fundo, il nostro si rivela anche una persona straordinaria dal punto di vista umano, con un cuore grande così!!. Non si nega a nessuno, ma concede a tutti una foto, un sorriso, una battuta, un abbraccio. La sua disponibilità e la sua simpatia contagiano tutti e, dopo averlo incontrato, siamo tutti più felici. Che persona… e che serata ragazzi!!!

chris 02 Enrico_01_L papa leg a campli enrico 02 Chris_Ronnie chris 03

SABATO 29 LUGLIO Si inizia con l’esibizione fuori programma di Paolo, sicuramente il più giovane bluesman della zona, che a soli 9 anni interpreta in completa solitudine con chitarra e voce la famosissima “Cold shot” del compianto Stevie Ray Vaughan. Scrosciano applausi per il giovane talento che lascia il palco al Papaleg acoustic duo. E per la seconda volta i due musicisti regalano al pubblico presente un’ottima interpretazione di country blues (a mio parere ancora migliore di quella della serata precedente).

A questo punto la programmazione prevede l’esibizione di Egidio Ingala, uno dei migliori armonicisti della scena blues europea. Purtroppo, però, un imprevisto impedisce ad Egidio di essere presente a Campli ed a sostituirlo arrivano i Family Style, la famosa band milanese, attiva in tutta Europa, capitanata dai fratelli Franco e Marco Limido. Il quartetto propone un set energico e coinvolgente, composto per la maggior parte da brani originali. Il loro è un blues moderno, ma al tempo stesso rispettoso della tradizione e nel gruppo si fa subito notare, in un ruolo piuttosto inconsueto per una ragazza, la batterista Stefania Avenali col suo drumming preciso ed efficace. A seguire, l’esibizione più attesa della serata, quella di Ronnie Baker Brooks. Valido chitarrista appartenente alla nuova generazione del Chicago Blues, figlio del leggendario Lonnie Brooks, Ronnie si presenta con una energica band di giovani musicisti nella quale spiccano l’eclettico tastierista ed il coreografico bassista di colore, il quale imbraccia curiosamente il basso a mò di fucile e spara note a volontà sul pubblico divertito. Personalmente devo dire che avrei preferito ascoltare il padre in quanto lo show di Ronnie è basato su un “power blues” più vicino a certe sonorità rock e funky che, peraltro, la piazza sembra gradire moltissimo. In ogni caso, il giovane chitarrista dimostra di avere imparato alla perfezione la lezione dei grandi maestri in quanto propone anche alcuni brani molto validi nello stile più tradizionale della “windy city”. Ad un certo punto parte uno slow micidiale e Ronnie invita sul palco Chris Cain che si sta godendo lo spettacolo tra il pubblico. Ronnie cede la chitarra a Chris, e tutti vengono zittiti da una serie di assoli da manuale che fanno letteralmente alzare la pelle. Alla fine del brano è il tripudio generale e mentre Ronnie si riprende la chitarra il grande Chris lo ringrazia con un inchino ed un baciamano!! Incredibile, fantastico, stupendo!! L’entusiasmo è alle stelle ed il concerto prosegue. Peccato che dopo appena qualche minuto la pioggia fa calare il sipario su un’altra serata memorabile. Gli organizzatori si affrettano a togliere le sedie dalla piazza e, indovinate chi c’è a dar loro man forte? Incredibile ma vero…Chris Cain in persona!! Non aggiungo altro!Ronnie Chris 02 Ronnie Backer Family Stile

DOMENICA 30 LUGLIO

Gran finale per l’edizione 2006 di Abruzzo nel Blues. Si parte subito alla grande con Dario Lombardo e la sua band (bravissimo l’ armonicista Andrea Scagliarini) che dopo qualche brano di apertura introduce sul palco Phil Guy, fratello del più noto Buddy. L’atmosfera si accende subito grazie ad un sound tradizionalmente “Chicago style” ed è un piacere ascoltare la calda voce e la chitarra essenziale di Phil interpretare alcuni classici immortali, riportando in auge i capolavori di Buddy Guy e Muddy Waters. La serata prosegue con Billy Branch & The Sons of Blues. Il grande armonicista di Chicago, supportato dai suoi collaudati musicisti, propone un set vivace e trascinante fatto di classici e brani originali, mettendo in evidenza il suo virtuosismo strumentale. Non manca un accenno a qualche brano più “commerciale” e sul riff di armonica di “Miss You” dei Rolling Stones la piazza esplode in un boato. Il tempo scorre via veloce e presto si arriva al momento più atteso della serata: la jam session finale di tutti gli artisti che, purtroppo, segna anche la fine della manifestazione. Torna tra l’acclamazione generale Chris Cain che, unitamente alla sua sezione ritmica, entusiasma di nuovo il pubblico con alcuni brani tra cui il tiratissimo shuffle “Drinking Straight Tequila”. Quindi si alternano sul palco tutti i musicisti della serata, che raggiunge così il suo apice. Billy Branch diventa il direttore dell’ improvvisata super band che, un pezzo dopo l’altro non si risparmia di certo e lo spettacolo è davvero indescrivibile. Si arriva così all’ultimo brano della jam: una versione di circa mezz’ora di “Sex Machine” alla quale partecipa anche Luca Giordano, il giovane direttore artistico dell’evento che ringraziamo di cuore, unitamente a tutta l’organizzazione, per averci regalato anche quest’anno un festival indimenticabile. Bravi ragazzi, continuate così!! Alla fine arriva la ciliegina sulla torta. La manifestazione si conclude con un’altra sorpresa: Chris Cain si siede al piano e suona e canta un dolcissimo brano dalle venature soul che fa venire i brividi a tutti i presenti. Miglior finale non poteva esserci! Cosa dire? Un anno passa in fretta e siamo già tutti ansiosi di sapere chi parteciperà alla prossima edizione. Allora buon Blues a tutti ed arrivederci al 2007!!

Francesco.

Ariyo Dario e Phil 02 Dario e Phil Billy Jam a Campli


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