Sherman Robertson a Isola Liri (peccato…)
Published by cotone July 18th, 2006 in Misc, Blues Jams e Live Blues in Italy Tags: blues festival, liri blues, live, sherman robertson.Ciao a tutti i lettori di bluesjams, come preannunciato sono andato ad assistere allo show di Sherman Robertson in occasione del Liri Blues Festival 2006 in data 15 Luglio.
Premessa: ho deciso di scrivere questo articolo per aprire un argomento di discussione che sta a cuore a me e a molti lettori, probabilmente in molti NON saranno daccordo con il mio punto di vista e invito tutti a commentare…
In primo luogo la stima che ho per Sherman Robertson e per la sua musica nasce dal cuore, ho avuto il piacere e l’onore di conoscere Sherman lo scorso anno e passare dei momenti con lui che mi hanno davvero arricchito tanto quanto(e oltre) sentirlo suonare dal vivo.
E’ con queste premesse che sabato 15 sono andato ad Isola Liri ma sono tornato a casa contrariato e anche un po’ triste per i motivi che vado ad elencare:
la location, il palco, le luci, il cartellone, l’organizzazione, l’accoglienza: tutto fantastico
il pubblico numerosissimo, gli spettatori entusiasti: ancora tutto fantastico
ma proprio sul piu’ bello ecco che arriva la delusione: tweeter a cannone, volumi alla Gary Moore ed ancora piu’ clamoroso “effetti di delay sulla voce“, il blues a quel punto era solo una parola scitta sullo sfondo del palco. Di chi sia stata l’idea di impostare lo show in questo modo non lo so e non voglio neanche polemizzare in tal senso ma vorrei sapere per quale motivo, molti artisti, negli States suonano(possono suonare) il blues, in Italia fanno(sono costretti a fare) lo show.
La domanda a questo punto e’ la seguente:
e’ meglio avere pubblico a cui dare in pasto uno show della serie “successo assicurato” e le piazze si riempiono oppure e’ meglio lasciar esprimere gli artisti come sanno fare davvero e regalare emozioni sincere ad un pubblico che ha voglia di riceverle?
commentate numerosi ….
Marco.
blues festival4 Responses to “Sherman Robertson a Isola Liri (peccato...)”
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Caro Marco, la domanda è retorica in quanto la risposta è scontata. Purtroppo qui siamo in Italia e molta gente, soprattutto certi “addetti ai lavori” non sanno o non vogliono rendersi conto di ciò che significa regalare emozioni al pubblico. L’ importante è riempire le piazze….
((
Ciao Francesco, da una parte approvo il tuo commento, ma penso che gli organizzatori dei festival in italia centrino poco o niente sullo spettacolo che questi grandi musicisti presentino poi nei vari concerti. Secondo me sono gli stessi artisti, o manager, che per avere un concreto riscontro sul pubblico italiano sciorinano degli show incentrati su dei ritmi funkeggianti, a discapito poi della buona musica. Aggiungo anche che il Liri blues festival e’ sempre stato coerente con scelte artistiche inerenti al blues con la B maiuscola, anche se negli ultimi anni ha dovuto fare i conti con quanto sopra citato…
Ciao, cercavo notizie sul prossimo Liri Blues (2007) e mi sono imbattuto nella tua domanda. Anche io ho assistito lo scorso anno all’esibizione di Sherman Robertson e ne sono rimasto un po’ deluso. Ma mi viene da pensare una cosa: chi è che decide il sound? Secondo me è l’artista stesso che da indicazione ai tecnici del suono. O, come faceva giustamente notare piggi, il manager per ottenere vasto riscontro di pubblico. Non credo certo che siano gli organizzatori del Liri Blues che impongono ritmi, arraggiamenti e via discorrendo. La tirata d’orecchi secondo me andrebbe fatta a Robertosn stesso: o è stato lui o ha accettato l’imposizione di qualcuno del suo staff.
Salve Lorenzo, concordo con te pienamente, gli organizzatori dei festivals (in generale, tantomeno a Isola Liri) non penso assolutamente che si mettano a imporre alcunche’.
Piuttosto mi interrogherei sul ruolo dei Road Managers, ne ho conosciuti un paio che “sanno loro che sound vuole l’artista” e poi l’artista alle spalle storce il muso.
Comunque i musicisti sono sempre il capro espiatorio di un concerto (nel bene o nel male) e avendo parlato precedentamente con Mr. Robertson, mi ero fatto un’idea che quello non fosse il suo sound “preferito”.
Ti ringrazio per aver riaperto questo post e per aver contribuito al blog.
Torna ancora a scrivere!!!
Saluti,
Marco.