In un mondo musicale deteriorato e figlio di mode malate, ritengo importante esaltare il grande armonicista e cantante Charlie Musselwhite in occasione della recente uscita in commercio del suo ultimo lavoro DELTA HARDWARE.

deltahardware1.jpgSulla cresta dell’onda da un’eternità, Musselwhite ha realizzato un album notevolissimo commentandolo, come si può leggere dal suo sito http://www.charliemusselwhite.com/, in questa maniera:

“Per gli ascoltatori spero che sia come un viaggio. Spero che ogni brano li porti in altrettanti piccoli posti, e spero che alla fine siano contenti di dove sono andati “.

Personalmente contentissimo, caro Charlie! L’album, registrato con una band ormai collaudata da tempo, è un gran lavoro di blues moderno che non lascerà delusi neanche i puristi perchè è ricco di marcate sonorità che ci portano indietro di ormai quasi 40 anni, quando Musselwhite si fece conoscere al pubblico internazionale con “Stand Back” (Vanguard, 1967).

Dalla gioia ottimista di “Church is out” alle più socialmente impegnate “Black water” e “The invisible ones”, l’armonica di questo album è calda, aggressiva, avvolgente; suona anche egregiamente la chitarra in una traccia! Insomma questo ragazzino del ‘44, nativo del Mississippi, cresciuto a Memphis, emigrato a Chicago a 18 anni e residente in California, con 40 anni di carriera ha prodotto quasi 30 album, pubblicato diversi metodi di armonica Blues, fatte innumerevoli collaborazioni ed un’attività live molto intensa, sempre ad alti livelli (mi permetterei di dire tranne brevi periodi nei tremendi anni ‘80), con uno stile unico di suonare, un Blues inconfondibile pieno di passione, che si eleva al di sopra di falsi rockers vestiti alla moda e famose biondine che fingono di cantare.

Giordano.


In un mondo musicale deteriorato e figlio di mode malate, ritengo importante esaltare il grande armonicista e cantante Charlie Musselwhite in occasione della recente uscita in commercio del suo ultimo lavoro DELTA HARDWARE.

deltahardware1.jpgSulla cresta dell’onda da un’eternità, Musselwhite ha realizzato un album notevolissimo commentandolo, come si può leggere dal suo sito http://www.charliemusselwhite.com/, in questa maniera:

“Per gli ascoltatori spero che sia come un viaggio. Spero che ogni brano li porti in altrettanti piccoli posti, e spero che alla fine siano contenti di dove sono andati “.

Personalmente contentissimo, caro Charlie! L’album, registrato con una band ormai collaudata da tempo, è un gran lavoro di blues moderno che non lascerà delusi neanche i puristi perchè è ricco di marcate sonorità che ci portano indietro di ormai quasi 40 anni, quando Musselwhite si fece conoscere al pubblico internazionale con “Stand Back” (Vanguard, 1967).

Dalla gioia ottimista di “Church is out” alle più socialmente impegnate “Black water” e “The invisible ones”, l’armonica di questo album è calda, aggressiva, avvolgente; suona anche egregiamente la chitarra in una traccia! Insomma questo ragazzino del ‘44, nativo del Mississippi, cresciuto a Memphis, emigrato a Chicago a 18 anni e residente in California, con 40 anni di carriera ha prodotto quasi 30 album, pubblicato diversi metodi di armonica Blues, fatte innumerevoli collaborazioni ed un’attività live molto intensa, sempre ad alti livelli (mi permetterei di dire tranne brevi periodi nei tremendi anni ‘80), con uno stile unico di suonare, un Blues inconfondibile pieno di passione, che si eleva al di sopra di falsi rockers vestiti alla moda e famose biondine che fingono di cantare.

Giordano.


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